Ultima mostra Un Viaggio Senza Fine di Julien Guerrera terminata il 29/03/2014

Coi piedi per aria, coi piedi per terra di Luigi Copello

I segnali ci sarebbero anche, a voler mettere in guardia, ma l’atmosfera oggi è così ferma che proprio non ci si fa caso. Non c’è nessuno, la strada svolta sale scende si snoda sempre vuota, ci scivoli sopra che è un piacere. Il paesaggio scorre luminoso, si scioglie molto lentamente in colori liquidi.
Sembra primavera avanzata, sembra domenica, sembra tarda mattinata, sembra un sogno. Sembra tutto facile, ora come ora; anche guidare un pianoforte, suonare un’automobile.
Ci si sente capaci dei più funambolici equilibrismi, di superare qualsiasi prova e qualsiasi ostacolo, di saltare a capriola in cerchi di fuoco, di contrastare (o forse assecondare) tempeste di vento che sradicano alberi.
Ci si sente giganti pacifici, si percepisce un’energia quasi animalesca, ci si intuisce vulcani in potenziale e controllata eruzione. L’aria è vibrante. Parcheggiata la Chevrolet direttamente sulla spiaggia, quello coi baffi si guarda in giro, le mani in tasca; quello con le corna si aggiusta il cravattino. La silenziosa eleganza ungulata a confronto con la sfuggente santità felina.
A che gioco giochiamo, non si sa. È a questo punto che in volo entra la musica di tasti bianchi e neri, ed ecco la voce del crooner che sussurra nel microfono, sapientemente rauca. Fantastico, chi mai se l’aspettava.
È cinema, allora? Cosa suggerisce la sceneggiatura adesso? O la sequenza successiva la giriamo domani? Il regista forse sorride, non dice altro. Anche lui risale in macchina.
Un altro respiro e via, riaccendiamo il motore per un rientro tranquillo in mezzatinta, a velocità di crociera.
E di nuovo non c’è nessuno, la strada si snoda scende sale svolta sempre vuota. La foresta ai lati della strada nasconde qualche sorpresa imboscata, che prima o poi si farà viva. Solo i segnali lungo la via ricordano di tener desta l’attenzione, soprattutto all’imbrunire.
Spento infine il motore, l’aperta radura alla fine dell’itinerario non nasconde più nulla, eppure resta delicatamente sorprendente.
Lui, il regista, forse sorride e forse no, comunque non dice altro.
Poi la critica si scervellerà, delirando come al solito.
Ci si berrà sopra. I pignoli andranno a cercare il pelo nell'uovo.
Qualche entusiasta griderà apertamente al miracolo.
Qualche bastian contrario ne dirà peste, ma un po' di nascosto.
I bambini resteranno a  bocca aperta.
Qualche giornalista se ne accorgerà e ne parlerà molto, per strani suoi secondi fini.
Nasceranno nuovi amori, con teneri scambi di regali.
Si discuteranno compravendite, non sempre soddisfacenti per una parte o per l'altra.
Si indurranno nuovi sogni e fantasie. Si alterneranno le stagioni. Molte realtà diverranno impalpabili ricordi.
Una sera, qualcosa attraverserà con un salto la strada, cozzando di striscio contro un'auto,  e ammaccato riscomparirà nel buio. Ferruccio Giromini

Mi sono fermato e cervo non c'era più
Acquarello su carta
70x60
2010

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CERCHI DI FUOCOmaestro cervo

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CERCHI DI FUOCO-spiaggia

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CERCHI DI FUOCO-cerchi di fuoco

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CERCHI DI FUOCO amarti mi consola

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Sentieri

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Cerchio di fuoco

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